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lunedì 23 luglio 2012

Il Barocco Contemporaneo di Abed Mahfouz sfila ad “AltaRoma AltaModa”.


Martedì 10 Luglio, quinta giornata della manifestazione di moda “AltaRoma AltaModa”. La passerella della Sala Lancisi, all’interno del complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, si trasforma improvvisamente in un ponte, spaziale e temporale, che va dall’Oriente all’Occidente, dal Barocco all’età contemporanea: è la collezione Couture Autunno-Inverno firmata Abed Mahfouz, grande nome nell’alta moda internazionale. Lo stilista libanese, per l’appunto, ha presentato una collezione intitolata “Contemporary Baroque”, in cui l’opulenza e la ricercatezza di altri tempi si fondono alle texture innovative fatte di pietre, cristalli e paillettes, creando un effetto unico e persino dinamico, attraverso i movimenti morbidi dei dettagli in piume di struzzo, tulle e pizzo. Gli abiti da sera sembrano danzare, dando vita a una figura femminile che quasi fluttua, enigmatica e sofisticata: la donna è vestita di un’aura principesca ed elegante, ma allo stesso tempo eterea e innaturale, un po’ come una sirena dai toni cangianti. La palette della collezione s’ispira ai colori naturali e della terra, dal beige chiaro al fango, dal viola ghiaccio al frosty green, il tutto incorniciato dai ricorrenti fiori di organza tagliati al laser e applicati casualmente, che danno un effetto leggero e passeggero, un po’ come delle nuvole. Le stampe barocche, i disegni dallo stile ricco di dettagli sorprendenti, sono stati ripresi dalle tappezzerie di castelli e palazzi d'epoca, e poi riportati con pietre e swarovski ricamati sugli abiti, tono su tono. Gli accessori e i dettagli, invece, sono stati studiati per accentuare al massimo le forme femminili e disegnare il punto vita: cinture sottili e strette e fianchi imbottiti, proprio come nel '600. E, per chiudere in bellezza, un fantastico abito da sposa off-white arricchito di cristalli, per una donna sinuosa ma dall’allure esuberante.

lunedì 25 luglio 2011

Non solo sushi: la brezza orientale pervade il life style.



L’oriente stupisce e ammalia. Lo ha fatto nei secoli con le sue antiche tradizioni e lo fa tutt’ora, nell’epoca dell’hi–tech e della velocità sugli aggiornamenti contemporanei, a cui peraltro ha contribuito enormemente. Il fascino che l’oriente esercita sull’Europa influenza continuamente il nostro vivere quotidiano e crea un sincretismo culturale che ormai non possiamo che abbracciare con entusiasmo e curiosità. Aperti alla novità, non possiamo che farla propria. Una delle prime tentazioni riguarda certamente il gusto: involtini primavera, spaghetti di soia e frutta caramellata per gli amanti della cucina cinese. E per gli amanti del pesce crudo, dal take away agli elegantissimi ristoranti zen, tanto e coloratissimo sushi, bello da vedere e buono da mangiare; estremamente kawaii. Cos’è ilkawaii? E’ un fenomeno nato negli anni ’80 proveniente in particolare dalla cultura giapponese delle anime, e per l’appunto, tende a indicare tutto ciò che è carino, tenero e colorato. Tuttavia col passare degli anni l’aggettivo ha allargato la sua connotazione non solo agli oggetti, ma è diventato una vera e propria tendenza, uno stile di vita esteso all’inverosimile con lo scopo di realizzare il sogno delle ragazzine giapponesi (e ormai di tutto il mondo): essere carine. Il cambiamento kawaii non ha a che fare solamente con l’estetica, ma anche nel comportamento, con un atteggiamento perlopiù timido e ingenuo; e nel linguaggio, in cui si preferisce l’utilizzo di parole dal suono dolce: una rivoluzione dei canoni , una forma di liberazione dalla società statica, con lo scopo di voler solamente suscitare sentimenti postivi e piacevoli, per prendere tutto meno sul serio e con leggerezza.Colore e leggerezza sono due parole che non sono sfuggite ai deus ex machina dell’alta moda, che hanno saputo interpretare la brezza proveniente dall’oriente con estro innovativo: sulle passerelle trionfano asimmetrie, sete e delicate fantasie floreali. Louis Vuitton, per questa primavera-estate, veste una donna eccentrica ed estrosa in cui predomina il fascino della Cina. I tessuti, brillanti, preziosi ed elettrici, non passano inosservati attraverso l’accostamento di tonalità forti: il viola, il giallo, il blu, e naturalmente il nero. Le linee sono tipiche e squadrate, con l’aggiunta di spacchi e scollature vertiginose; oppure, se non si tratta di abiti lunghi, con pantaloncini dai colori frizzanti che esaltano la figura femminile e prestante con l’immancabile supporto di scarpe altissime e pochette altrettanto raggianti. La collezione Kenzo si è invece lasciata inebriare dal fascino del kimono, capo tipico della tradizione nipponica, tra ampi pantaloni ed eccessi cromatici volutamente netti e decisi; mentre la donna Armani pare quasi una dama appena uscita da un lussuoso soggiorno del Sol Levante: casacche raffinate e tempestate di perline ton sur ton, gonne pantalone lucide dagli amabili colori pastello, e giacche cortissime coperte da mille bottoni. Amanti della moda lasciatevi andare all’esplosione di energia e alla delicatezza soave, senza mai mettere da parte l’eleganza. Oriente e occidente non sono mai stati così vicini.