Come
ogni anno, nella capitale di Francia nonché una delle capitali della moda
mondiale, si è tenuta una delle settimane più scottanti del fashion system
annuale, che ha visto sfilate varie e luccicanti sparse un po’ per tutta
Parigi. Iniziamo da un must dell’eccellenza francese, Louis Vuitton: quest'anno la sfilata faraonica di Louis Vuitton porta il
pubblico dentro un centro commerciale immaginario, frutto della scenografia
dell’artista francese Daniel Burden, che ha portato sulla passerella i vari
gruppi di modelle per insieme di colore, in cui dappertutto risuona l’eco
inconfondibile della fantasia a scacchi della celebre maison. Gli abiti sono
come delle colonne verticali, e le geometrie sono definite da colori neutri
come il bianco e il nero e da altri più vivaci e anni ’60 come il giallo e il
verde. La sottolineatura del grafismo e delle linee dritte si notano anche
nelle scarpe e nelle borse: le prime presentano tutte mezzi tacchi, per dare
un’aria “inquadrata” e poco frivola, e le seconde non sono altro che rigorosi
bauletti rettangolari. Chanel, dal canto suo, non esprime per niente tutta
questa “austerità” e si lascia andare alla leggerezza e alle forme un po’
aerodinamiche, come la nuova borsa-provocazione a forma di hula-hop. Karl
Lagerfield ci sorprende ancora una volta attraverso una scenografia faraonica che ha come tema portante
le energie alternative: la passerella, infatti, è una lunghissima serie di
pannelli solari da cui si ergono gigantesche pale eoliche, per riprendere
appunto quel’idea aerea espressa fin dall’inizio, ma non solo: è un messaggio
importante quello manifestato dalla maison della doppia C, che
pone l'accento sull'aumento delle temperature terrestri e sulla necessità di
investire in fonti diverse da carbone e petrolio. Gareth Pugh
propone invece una sfilata degna del proprio stile unico e inimitabile: le
silhouettes diventano figure femminili dall’allure dark e futuristica, per
certi versi un po’ inquietante ma dal fascino che rapisce, con influenze
stilistiche e geometriche che vanno dall’800 allo stile orientale. Givenchy ci
incanta attraverso la semplicità di un susseguirsi di pezzi minimal
estremamente eleganti e dal taglio irregolare e sbilanciato, per smorzare un
po’ l’aria fin troppo seriosa delle tinte unite nere, azzurrine e bianche (e
anche delle modelle): il tutto è incorniciato da dettagli in voile,
estremamente femminili e che rendono l’architettura degli abiti un po’
un’evocazione moderna di un misto tra ali ed onde. Come chiudere un bellezza se
non parlando di un'altra colonna portante come Yves Saint Laurent? La maison ha
creato qualcosa di unico e irripetibile: le modelle portano in passerella dei
cappelli voluminosi e misteriosi, ben in linea con gli abiti altrettanto
imponenti, una via di mezzo tra il classico abito da sera e le minigonne
casual, tra una rivisitazione del taglio imperiale e la classica tenuta à la
garçonne, in cui fa da protagonista un tripudio di diversi tessuti, tutto
all’insegna del total black senza tempo.
Per cogliere novità e modi di essere, di diventare…Istinti, evoluzioni e trasformazioni di una società contemporanea sempre più border-line, dove le differenze talvolta vengono cancellate dall’omologazione. Dalle passerelle al costume, dai luoghi ai rapporti interpersonali, per dare un’istantanea sempre nuova del “coprimento” individuale, dall’abito materiale a quello metaforico: le maschere che ognuno di noi indossa, singolarmente e nel proprio ruolo sociale.
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domenica 28 ottobre 2012
Le tendenze haute couture: Paris Fashion Week.
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lunedì 23 luglio 2012
Il Barocco Contemporaneo di Abed Mahfouz sfila ad “AltaRoma AltaModa”.
Martedì 10 Luglio, quinta giornata della
manifestazione di moda “AltaRoma AltaModa”. La passerella della Sala Lancisi,
all’interno del complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, si trasforma
improvvisamente in un ponte, spaziale e temporale, che va dall’Oriente
all’Occidente, dal Barocco all’età contemporanea: è la collezione Couture
Autunno-Inverno firmata Abed Mahfouz, grande nome nell’alta moda
internazionale. Lo stilista libanese, per l’appunto, ha presentato una
collezione intitolata “Contemporary Baroque”, in cui l’opulenza e la
ricercatezza di altri tempi si fondono alle texture innovative fatte di pietre,
cristalli e paillettes, creando un effetto unico e persino dinamico, attraverso
i movimenti morbidi dei dettagli in piume di struzzo, tulle e pizzo. Gli abiti
da sera sembrano danzare, dando vita a una figura femminile che quasi fluttua,
enigmatica e sofisticata: la donna è vestita di un’aura principesca ed
elegante, ma allo stesso tempo eterea e innaturale, un po’ come una sirena dai
toni cangianti. La palette della collezione s’ispira ai colori naturali e della
terra, dal beige chiaro al fango, dal viola ghiaccio al frosty green, il tutto
incorniciato dai ricorrenti fiori di organza tagliati al laser e applicati
casualmente, che danno un effetto leggero e passeggero, un po’ come delle
nuvole. Le stampe barocche, i disegni dallo stile
ricco di dettagli sorprendenti, sono stati ripresi dalle tappezzerie di
castelli e palazzi d'epoca, e poi riportati con pietre e swarovski ricamati
sugli abiti, tono su tono. Gli accessori e i dettagli, invece, sono stati
studiati per accentuare al massimo le forme femminili e disegnare il punto
vita: cinture sottili e strette e fianchi imbottiti, proprio come nel '600. E,
per chiudere in bellezza, un fantastico abito da sposa off-white arricchito di
cristalli, per una donna sinuosa ma dall’allure esuberante.
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