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lunedì 10 ottobre 2011

Spunti à la garçonne: la donna porta i pantaloni!




Lasciando da parte le questioni freudiane legate all’invidia femminile nei confronti della figura maschile , si può dire che sono molte le donne che amano arricchire il proprio stile con qualche dettaglio mascolino per un tocco di austerità in più: è proprio da questo scontro tra l’anima romantica e quella severa, tra la delicatezza e la sfrontatezza, che nasce un look elegante, cangiante, ipnotico. E’ così che appare magicamente un essere dalla bellezza algida e intangibile. E’ questo che ci attende per la prossima stagione autunno-inverno? Sulle passerelle abbiamo visto nuove e stravaganti tendenze, ma forse una delle più interessanti è proprio quella che vede protagoniste le donne che sembrano pescare dal guardaroba dei propri fidanzati per dichiarare una forte presa di posizione senza rinunciare alla propria femminilità, ma bensì per esprimerla con uno stile androgino e sottilmente ambiguo. Sono numerosi gli stilisti che hanno deciso di vestire la proprie modelle con abiti maschili, seguendo lo stile “à la garçonne”. Capo di culto in questa stagione è sicuramente il blazer, la giacca dal taglio maschile declinata in vari modi dalle differenti case di moda, ma spopolano anche tagli di capelli corti, camicie da uomo e gli immancabili pantaloni, innegabilmente femminili. E pensare che nel Trecento pareva ovvia l’esclusione delle donne dal portare indumenti che non fossero sottane: ricordiamo che uno dei motivi per cui Giovanna d’Arco finì sul rogo fu proprio la mancata rinuncia alle sue brache aderenti. Bisognerà aspettare i couturier europei del primo Novecento nonché la celebre Coco Chanel per la proposta femminile di questo capo, e finalmente l’haute couture ha scoperto il casual! Insomma, un vero e proprio femminismo della moda, uno stile mascolino che affonda le sue radici solo all’inizio del secolo scorso e trova un’icona nel romanzo di Victor Marguerite "La Garçonne", manifesto della donna emancipata. E chi poteva presentare una tale linea di tendenza per il 2012 se non Chanel? Per il celebre brand, la parola d’ordine di questa stagione sarà sovrapposizione di linee e tessuti, per dar vita a questa ispirazione maschile con quel tocco “girlie” che non poteva di certo mancare. In primis la comodità, a cui Chanel regala sfumature rock con anfibi, lunghe cappe in lana e grandi tasche in pelle nera, e bon ton, con mini abiti dal taglio gilet e vestitini in chiffon.  Anche Dolce & Gabbana non si lascia sfuggire questa misteriosa aura di androginia, con pantaloni spezzati al polpaccio, calzini in bella vista e bretelle. In questo tipo di look è certamente di grande importanza la ricerca del dettaglio, dall’ occhiale dalla linea pulita e geometrica al cravattino allentato nel modo giusto. Ma se abbiamo fretta e vogliamo indossare qualcosa che colpisca e al tempo stesso sia comodo e portabile possiamo scegliere anche una semplice camicia bianca, da accompagnare con un cravattino nero o un nastro lasciato morbido. Oppure, se si ama una bella giacca da lavoro dalle linee maschili è buono concedersi una bella scollatura o degli shorts che lascino in vista la gamba nuda. Insomma, il consiglio è sempre quello di mixare sapientemente l’emisfero maschile con quello femminile, perchè un bel tacco 12 non guasta mai!

sabato 18 giugno 2011

Moda sauvage tra zebre e leopardi: welcome to the jungle!


Blumarine

Sappiamo tutti che la città è una vera e propria giungla, la viviamo ogni giorno, ma in quest’ultima  stagione la metafora è da prendere nel senso letterale del termine. La stampa animalier ha la meglio su tutti i guardaroba, dall’abbigliamento agli accessori che lo completano, trucco compreso, in particolare sulle unghie, con smalti bicolor dal sapore selvaggio, e negli ombretti abilmente modulati per uno sguardo felino. In scena da sempre sulle passerelle, l’animalier è ormai un classico, ma ultimamente è diventata una tendenza immancabile: si trova dappertutto, su scarpe, borse, cappelli, abiti, totalmente o anche solo con un dettaglio, ma di certo non poco vistoso, magari per smorzare l’aria troppo seria e formale di alcuni outfit. Che poi sia un classico è innegabile, forse la tendenza più antica al mondo e dalle origini curiose; già nei popoli primitivi era diffuso l’utilizzo di pelli animali, e non semplicemente per evitare condizioni climatiche sfavorevoli. Lo stesso Charles Darwin afferma che “i vestiti furono fatti primariamente a scopo ornamentale e non per tener caldo”. Infatti la decorazione, fondamentale nella vita e nella cultura di questi popoli, era influenzata profondamente da riti e credenze legati alla magia e alla superstizione:  indossare le pelli degli animali uccisi avrebbe dovuto trasmettere all’uomo la forza degli animali stessi. Tutt’oggi questo vestire che avvolge quasi come una seconda pelle, carica il corpo di significato, per una donna “sauvage” che mette da parte timore e insicurezze e richiami invece la libertà dello stato di natura, fatto di seduzione e impetuosità , di coraggio ed emancipazione. Le stampe maculate, zebrate o pitonate  non sono rimaste certo indifferenti all’ispirazione di vari stilisti, che hanno interpretato questo trend senza tempo in maniera fresca e innovativa, in particolare Dolce & Gabbana, Blumarine, Burberry Prorsum e ovviamente Just Cavalli, facendone un cavallo di battaglia vincente tanto nell’alta moda quanto nelle riproduzioni che vediamo e che indossiamo in giro per la città. La star della nuova primavera-estate sembra essere la stampa leopardata, ma anche lo zebrato è parecchio gettonato, tra semplicità ed esasperazione delle fantasie; in effetti, la novità della stagione è proprio il fatto di abbinare tra loro le stampe animalier, perfino il “pitonato”! Per un effetto più sobrio l’accostamento ideale è dato dall’animalier su tinta chiara, molto chic e facilmente abbinabile ad accessori in pelle. Assolutamente da evitare  i tessuti “pelosi”, che possono risultare troppo kitsch e cadere nel volgare, molto meglio invece le stoffe leggere e svolazzanti come il chiffon. Affianco alla versione più classica dell’animalier, che riprende i toni bruni più o meno chiari delle pelli animali, per chi non  vuole passare inosservata, ecco le alternative di colori e materiali: largo ai colori shocking come il viola, il turchese e il fucsia. E’ sicuramente un mix contrastante e che da gran peso al look, ma di grande effetto, capace di portare in sintesi la tradizione più antica e sevaggia con le tonalità neon e sgargianti, perlopiù inesistenti in natura. D’altronde, se si vuole risultare audaci, bisogna farlo fino in fondo. E allora via alla creatività, al libero sfogo espressivo nei colori e nei manti degli animali della savana: welcome to the jungle!