Chi non rinuncia a capi ecologisti e chi opta per le fantasie
esagerate, chi osa e chi gioca sulle rivisitazioni del guardaroba maschile:
ecco i look proposti al popolo della moda che ha seguito le sfilate della
London Fashion Week. Vivienne Westwood, come al solito, imprime la sua zampata
ineguagliabile alla Settimana della Moda di Londra, rivestendo la nuova
collezione di un perfetto stile post punk, un classico sempre rinnovabile. La
stilista britannica ha portato sulle passerelle londinesi una collezione
intrisa di grande eclettismo e dalla forte influenza rock, rivisitando grandi
classici in chiave asimmetrica e ultra contemporanea: il risultato è una linea
ferocemente femminile, originale e mai scontata.
La collezione ha un nome che riecheggia un po’ il famoso album dei Sex Pistols,
i cui legami con la Westwood sono “storici”: Fashion
save the Queen (nel senso
della regina Elisabetta II d'Inghilterra). Questo nome, afferma la Westwood,
rappresenta un tributo a Londra nell’anno delle Olimpiadi e del Giubileo della
Regina, realizzata attraverso una curiosa messa in scena di racconti di corte e di strada:
uno sguardo agli eroi del passato che sembravano incredibili nei loro abiti. Artisti, intellettuali, scienziati, gente
colta: un’ ispirazione tratta dal passato e catturata nelle sue creazioni.
Il XVII secolo, ad esempio, è stato
un'epoca di avventurieri e di personalità intraprendenti, il momento in
cui i britannici hanno forgiato la propria identità nazionale non solo a
livello politico ma anche commerciale. Insomma, la regina del punk continua
senza esitazioni a dar vita a un’arte sempre e comunque fuori dagli schemi. Tra un omaggio al
cappottino rosa di Elisabetta, che diventa una grande
vestaglia di raso rosa, e un occhiolino alle punte punk, molti sono i
riferimenti proprio al suo World's End, il suo primo
negozio di Londra dove l'orologio dell'insegna continua ancora oggi a girare al
contrario: é da questi mix che nascono i tagli strappati e i corsetti sei e settecenteschi
strutturati, ricamati con perle, pietre e croci di rubino. La stessa
inclinazione rock con una “vena malinconica” verso il passato, tipica del London Style ,viene ripresa da
Sara Burton. La designer si occupa del brand di Alexander McQueen da quando lo stilista è
scomparso quasi 2 anni fa, e lo fa seguendo l’ispirazione visionaria del
fondatore, avendone conosciuto da vicino il genio creativo durante i 16 anni
passati a lavorare al suo fianco. La nuova collezione Primavera Estate 2012 parla ancora
la stessa lingua di McQueen e ne rispetta il gusto e le tradizioni stilistiche,
ma porta già i primi segni del gusto sofisticato e femminile di Sara. Volumi
volutamente esagerati, pizzi, ricami, contrasti e accostamenti che uniscono
dettagli fetish ad abiti in pizzo, trasparenze seducenti e particolari
sorprendenti. Comune denominatore di quasi tutti i look proposti è l’
intenzione di segnare il punto vita e valorizzare le forme femminili. Punto di
forza, tra gli accessori, sono proprio i bustini, soprattutto quello con le
stecche, da portare rigorosamente a contrasto con il romanticismo di pizzo. Ma
nelle “passerelle urbane” di Londra, cosa si nota in fatto di stile? Londra è una delle città più cosmopolite al mondo, se non forse la
più cosmopolita. Può sembrare una frase fatta, ma ogni persona ha un suo stile
di vita, un suo modo di parlare l'inglese ed una sua concezione di moda. La
prima cosa che salta all'occhio è che a Londra, al contrario dell'Italia, non
si da assolutamente importanza alla griffe in mostra. Solo le ragazze che hanno
una vita agiata sfoggiano accessori Louis Vuitton, Gucci, Fendi, etc. Tutti gli
altri all'inizio appaiono come anonimi: capi monocolor che seguono la stagione
sono abbinati però con eleganza e a volte con eccentricità ricercata, perchè nella
capitale britannica si può essere come si vuole. Non essendoci un vero e
proprio filo comune tra il modo di vestire di ragazze e ragazzi, ognuno è
libero di interpretare lo stile individuale ed il suo senso di appartenenza
come preferisce. Se volessimo definire uno stile comune è il casual a farne da
padrone: ci sono varie catene di negozi di abbigliamento che puntano tutta la
loro linea sul casual ed è qui che la maggior parte dei ragazzi/e londinesi
acquista i propri capi. Tutto passa inosservato: le persone sono puntini che camminano frenetici,
e alla fine della giornata altro non sono che tanti numeri che andranno nelle
statistiche di “Transports for London”, relative all’affluenza media in ogni
fermata della metropolitana. E’ per questo che tacchi spropositati, creste da punk,
vestiti iper-stretch e cani nelle pochette sono tutti “accessori” estremamente
comuni per un londinese; ma sono invece ragione di estrema curiosità per i
nostri concittadini in vacanza, i quali fanno fatica a non sottolineare - ad
alta voce - i passanti per strada, o a non emulare questi ultimi, acquistando
occhiali e accessori estremamente sopra le righe da sfoggiare con vanto durante
il weekend, o da immortalare nelle foto da mostrare agli amici.Per cogliere novità e modi di essere, di diventare…Istinti, evoluzioni e trasformazioni di una società contemporanea sempre più border-line, dove le differenze talvolta vengono cancellate dall’omologazione. Dalle passerelle al costume, dai luoghi ai rapporti interpersonali, per dare un’istantanea sempre nuova del “coprimento” individuale, dall’abito materiale a quello metaforico: le maschere che ognuno di noi indossa, singolarmente e nel proprio ruolo sociale.
Visualizzazione post con etichetta London. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta London. Mostra tutti i post
mercoledì 16 maggio 2012
Fashion save the queen: lo stile londinese dalle passerelle alla metro.
Chi non rinuncia a capi ecologisti e chi opta per le fantasie
esagerate, chi osa e chi gioca sulle rivisitazioni del guardaroba maschile:
ecco i look proposti al popolo della moda che ha seguito le sfilate della
London Fashion Week. Vivienne Westwood, come al solito, imprime la sua zampata
ineguagliabile alla Settimana della Moda di Londra, rivestendo la nuova
collezione di un perfetto stile post punk, un classico sempre rinnovabile. La
stilista britannica ha portato sulle passerelle londinesi una collezione
intrisa di grande eclettismo e dalla forte influenza rock, rivisitando grandi
classici in chiave asimmetrica e ultra contemporanea: il risultato è una linea
ferocemente femminile, originale e mai scontata.
La collezione ha un nome che riecheggia un po’ il famoso album dei Sex Pistols,
i cui legami con la Westwood sono “storici”: Fashion
save the Queen (nel senso
della regina Elisabetta II d'Inghilterra). Questo nome, afferma la Westwood,
rappresenta un tributo a Londra nell’anno delle Olimpiadi e del Giubileo della
Regina, realizzata attraverso una curiosa messa in scena di racconti di corte e di strada:
uno sguardo agli eroi del passato che sembravano incredibili nei loro abiti. Artisti, intellettuali, scienziati, gente
colta: un’ ispirazione tratta dal passato e catturata nelle sue creazioni.
Il XVII secolo, ad esempio, è stato
un'epoca di avventurieri e di personalità intraprendenti, il momento in
cui i britannici hanno forgiato la propria identità nazionale non solo a
livello politico ma anche commerciale. Insomma, la regina del punk continua
senza esitazioni a dar vita a un’arte sempre e comunque fuori dagli schemi. Tra un omaggio al
cappottino rosa di Elisabetta, che diventa una grande
vestaglia di raso rosa, e un occhiolino alle punte punk, molti sono i
riferimenti proprio al suo World's End, il suo primo
negozio di Londra dove l'orologio dell'insegna continua ancora oggi a girare al
contrario: é da questi mix che nascono i tagli strappati e i corsetti sei e settecenteschi
strutturati, ricamati con perle, pietre e croci di rubino. La stessa
inclinazione rock con una “vena malinconica” verso il passato, tipica del London Style ,viene ripresa da
Sara Burton. La designer si occupa del brand di Alexander McQueen da quando lo stilista è
scomparso quasi 2 anni fa, e lo fa seguendo l’ispirazione visionaria del
fondatore, avendone conosciuto da vicino il genio creativo durante i 16 anni
passati a lavorare al suo fianco. La nuova collezione Primavera Estate 2012 parla ancora
la stessa lingua di McQueen e ne rispetta il gusto e le tradizioni stilistiche,
ma porta già i primi segni del gusto sofisticato e femminile di Sara. Volumi
volutamente esagerati, pizzi, ricami, contrasti e accostamenti che uniscono
dettagli fetish ad abiti in pizzo, trasparenze seducenti e particolari
sorprendenti. Comune denominatore di quasi tutti i look proposti è l’
intenzione di segnare il punto vita e valorizzare le forme femminili. Punto di
forza, tra gli accessori, sono proprio i bustini, soprattutto quello con le
stecche, da portare rigorosamente a contrasto con il romanticismo di pizzo. Ma
nelle “passerelle urbane” di Londra, cosa si nota in fatto di stile? Londra è una delle città più cosmopolite al mondo, se non forse la
più cosmopolita. Può sembrare una frase fatta, ma ogni persona ha un suo stile
di vita, un suo modo di parlare l'inglese ed una sua concezione di moda. La
prima cosa che salta all'occhio è che a Londra, al contrario dell'Italia, non
si da assolutamente importanza alla griffe in mostra. Solo le ragazze che hanno
una vita agiata sfoggiano accessori Louis Vuitton, Gucci, Fendi, etc. Tutti gli
altri all'inizio appaiono come anonimi: capi monocolor che seguono la stagione
sono abbinati però con eleganza e a volte con eccentricità ricercata, perchè nella
capitale britannica si può essere come si vuole. Non essendoci un vero e
proprio filo comune tra il modo di vestire di ragazze e ragazzi, ognuno è
libero di interpretare lo stile individuale ed il suo senso di appartenenza
come preferisce. Se volessimo definire uno stile comune è il casual a farne da
padrone: ci sono varie catene di negozi di abbigliamento che puntano tutta la
loro linea sul casual ed è qui che la maggior parte dei ragazzi/e londinesi
acquista i propri capi. Tutto passa inosservato: le persone sono puntini che camminano frenetici,
e alla fine della giornata altro non sono che tanti numeri che andranno nelle
statistiche di “Transports for London”, relative all’affluenza media in ogni
fermata della metropolitana. E’ per questo che tacchi spropositati, creste da punk,
vestiti iper-stretch e cani nelle pochette sono tutti “accessori” estremamente
comuni per un londinese; ma sono invece ragione di estrema curiosità per i
nostri concittadini in vacanza, i quali fanno fatica a non sottolineare - ad
alta voce - i passanti per strada, o a non emulare questi ultimi, acquistando
occhiali e accessori estremamente sopra le righe da sfoggiare con vanto durante
il weekend, o da immortalare nelle foto da mostrare agli amici.
Etichette:
Alexander McQueen,
casual,
elisabetta II,
Fashion,
Fetish,
London,
london fashion week,
moda 2012,
olimpiadi londra,
punk,
Rock,
sara burton,
sex pistols,
tube,
vivienne westwood,
world's end
domenica 18 dicembre 2011
Il ritorno agli 80's per un nuovo e disinvolto MODERN GRUNGE!
E’ inverno, fa freddo, la mattina ci si alza presto per
andare a lavoro o all’università, e gran parte del tempo viene rubato dalla
scelta dell’outfit quotidiano, per essere sempre impeccabili ovunque si vada. E
se invece bastasse semplicemente prendere ciò che ci capita e abbinarlo a
nostro piacimento senza pensare troppo al “pendant”? Dopotutto il bello
dell’inverno sta proprio in questo, nel sovrapporre tanti e vari pezzi, così
diventa davvero difficile sbagliare, ed è facile creare qualcosa di nuovo e
inconfondibile. Gli stili che indossiamo possono anche discordare tra loro, ma
l’importante è filtrarli attraverso degli elementi chiave. Questa stagione le
parole chiave sono queste: jeans sdruciti,
camicie di flanella a quadrettoni, giacche e maglioni oversize che fanno da
mini vestito, abiti second hand irrinunciabilmente vintage…un vero e proprio
“metropolitan grunge”. Per gli appassionati di questo stile, fusione tra le
polarità del trasandato e del ricercato, è necessario un piccolo salto
temporale: siamo a metà degli anni ‘80 e
il mondo della musica, grazie alle star-icon Kurt Cobain e Courtney Love,
regala inconsapevolmente alla moda lo stile grunge, che inizialmente si
caratterizza in una totale negligenza per ciò che riguarda il modo di vestirsi,
dai maglioni enormi e bucati agli abitini di seta con stampe floreali trovati a
buon prezzo nei mercatini. Se fino
agli anni ‘90 era considerato grunge solo ed esclusivamente lo stile dei giovani
ribelli, nel ‘92 il giovanissimo Marc Jacobs introduce questo stile nel pret-à-porter, creando la collezione
rivoluzionaria per Perry Ellis, raccogliendone e interpretandone i cavalli di
battaglia ma non solo. Jacobs inserisce
infatti tantissimi elementi che poi diventeranno caratteristici di questo
street-syle: la camicia indossata e annodata sopra un abito, gli stivali da
cowboy o da motociclista con gonne lunghe e ampie, grandi stampe “insolite”,
abbinamenti di colori poco accostabili e audaci tanto da sembrare che i capi
siano messi insieme a caso, foulard annodati in testa. Nonostante le varie
critiche, tra cui quella autorevole dell’allora direttrice di Vogue America
Anna Wintour, il grunge, nella sua svogliatezza e poco interesse nel delineare
una moda, pervase progressivamente il mondo satinato (e per molti versi
opposto) del fashion, e più che mai lo fa tutt’oggi. Alexander McQueer , Stella
McCartney, Paul & Joe e molti altri portano in passerella un modern grunge
fatto di t-shirt allungate, stampe divertenti, ampie gonne e manicotti in lana
o eco-pelliccia; se poi andiamo a vedere la nuova collezione di Joseph
Altuzarra vediamo come il grunge nella sua originaria disinvoltura si spossa
sposare perfettamente ad abiti leggeri, femminili ed estremamente comodi,
attraverso l’abile armonizzazione di parka, cardigan in lana grossa e stringate
alte ad eleganti tacchi e impeccabili maquillage e abbinamenti cromatici: la
creazione di un “neo-clochard”, rinnovato nella sua essenza urbana con meno
derivazioni “rurali”. Quest’ inverno sarà tutto fuorchè minimal, perciò
guardatevi intorno più spesso per le strade, vi sembrerà di respirare l’aria
degli 80’s, di una nuova “swinging London” sparsa a macchia d’olio.
Etichette:
alternative,
anfibi,
anni '80,
cardigan,
casual,
clochard,
courtney love,
Fashion,
grunge,
kurt cobain,
London,
marc jacobs,
metropolitan,
nirvana,
oversize,
perry ellis,
Rock,
street style,
Urban style
Iscriviti a:
Post (Atom)


